Torre dell’orologio di Graz, tempo austraico

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La torre dell'orologio di Graz © Andrea Lessona

La torre dell'orologio di Graz © Andrea Lessona

Dalla collina di Schlossberg, la torre dell’orologio di Graz domina l’orizzonte della seconda città d’Austria. E con le sue lancette invertite ne scandisce il tempo. Un tempo antico che nei secoli ne ha fatto il simbolo della capitale della Stiria.

Quassù, dove l’ombra pesante della sua struttura cade nel verde scosceso del declivio, i giovani si incontrano e si scambiano il primo bacio da innamorati come vuole la tradizione che ritiene questo luogo il più romantico del centro austriaco.

In realtà la torre dell’orologio di Graz faceva parte della fortezza che venne distrutta per volere di Napoleone dopo la guerra nel 1809 contro gli Asburgo. Grazie al riscatto pagato da grazesi ai francesi la struttura del 1712, avvolta da una suggestiva galleria di legno rivestita di edera, fu risparmiata.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAGuardandola da vicino, si notano le sue lancette invertite: infatti, prima venne realizzata quella più lunga per segnare le ore e solo più tardi quella più corta per determinare i minuti. Il contrario degli apparecchi moderni.

Fu Michael Sylvester Funck nel 1712 a progettare e a realizzare il meccanismo della torre dell’orologio di Graz: ancora oggi in funzione, dalla metà del XX secolo è mosso dall’elettricità.

La struttura ha tre campane: quella del 1645 suonava in caso di incendi. L’altra, del 1382, è la più antica della città e scandisce le ore. La “Armesünderglocke” è quella dei “poveri peccatori”, risale al 1450 e suonava durante le esecuzioni.

Più tardi avrebbe ricordato ai nottambuli il momento di tornare a casa. Da qui il soprannome di “campana dei vagabondi”. Avvicinandomi ancor di più alla torre dell’orologio di Graz, vedo che ai suoi tre angoli ci sono gli stemmi araldici che un tempo decoravano le mura e i bastioni di Schlossberg.

Così posso vedere la Pantera Stiriana con la corona dei duchi della Stiria che risale al 1570, l’aquila del re Ferdinand, il futuro imperatore Ferdinand I, (1552), e l’aquila bicipite con le iniziali di Maria Teresa della seconda metà del XVIII secolo.

Da qui posso vedere il bastione di Bürgerbastei che si distende proprio sotto la torre dell’orologio di Graz. In caso di guerra avrebbe dovuto essere difeso dai contadini. Oggi è circondato da un parco fiorito con panchine sparse qua e là dove sedersi e scambiarsi il primo bacio.

Per approfondire:
La torre dell’orologio di Graz

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