Tettuccio d’oro di Innsbruck, meraviglia gotica

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Tettuccio d'oro d'Innsbruck © Andrea Lessona

Tettuccio d'oro d'Innsbruck © Andrea Lessona

Riflesso antico di un giorno nuovo, il Tettuccio d’oro di Innsbruck brilla al sole del mattino. Luce preziosa di 2.657 tegole a scaglie di rame, è ancora oggi l’emblema della capitale del Tirolo.

Fu Massimiliano I d’Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero (1459-1519), a far costruire tra il 1498 e il 1500 questo tetto tardo gotico nella vecchia residenza dell’arciduca Federico IV in occasione delle sue nozze.

Mentre dalla piazza antistante guardo la struttura illuminarsi sempre più, penso che il Tettuccio d’oro di Innsbruck – conosciuto come “loggia d’oro” o “Goldenes Dachl” in tedesco – fu realizzato anche per zittire le voci che volevano l’imperatore senza denaro.

Proprio lui che per sposare la seconda moglie Bianca Maria Sforza (1472-1510), ricevette una dote senza pari per l’epoca. E grazie a quelle monete sonanti che riempirono i suoi forzieri poté, tra le altre cose, far realizzare questa meraviglia.

Il tettuccio d’oro di Innsbruck è un erker particolare, oltre a proiettare all’esterno alcune finestre come fanno le strutture di questo tipo, fungeva anche da loggia durante manifestazioni pubbliche o tornei

Il balconcino è largo 16 metri mentre il tetto è coperto da 2.657 tegole a scaglie di rame dorato. Sotto il suo bordo si vedono numerose immagini di animali. I parapetti furono affrescati da Kolderer e N. Turing il Vecchio, e mostrano Massimiliano I con le sue due mogli Maria Burgund e Maria Bianca Sforza.

Dopo aver ammirato il tettuccio d’oro di Innsbruck insieme a un nugolo di gente, entro nel palazzo cui appartiene. Dentro c’è il Museum Goldenes Dachl, il museo realizzato nel 1996 e riaperto al pubblico nel 2007 dopo la ristrutturazione. Nelle sei sale sono esposti oggetti e documenti che raccontano Massimiliano I.

Così, stanza dopo stanza raccolgo un’impressione diversa rispetto a quella che mi ero fatta prima di guardare i suoi cimeli. Qui non c’è solo l’Imperatore che voleva la gloria dell’immortalità ma anche l’uomo. E i suoi dolori.

Per approfondire:
Wikipedia

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