Schlossberg, cuore verde di Graz

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Graz vista da Schlossberg, © Andrea Lessona

Graz vista da Schlossberg, © Andrea Lessona

Nel centro di Graz, il verde antico della collina di Schlossberg digrada in mille sfumature. Mille e più come gli anni da quando sulla sua sommità venne costruita una piccola e inespugnabile fortezza.

Gradec, la chiamarono. Parola slava da cui poi originò il nome attuale della capitale della Stiria. E il cui lascito è ancora oggi attrattiva nell’attrattiva di uno dei luoghi più belli da vivere nella città austriaca.

La collina di Schlossberg è insieme prezioso di natura, arte, storia e cultura. E un punto panoramico inimitabile per vedere Graz distendersi ai suoi piedi sino a dove l’orizzonte finisce negli occhi ammirati della gente che ogni giorno sale qui. Come ho fatto io.

Raggiungere la sommità è una scelta da fare laggiù dove iniziano i 260 scalini che incidono la roccia e portano quassù. Oppure si può entrare nel tunnel vicino: fu scavato nella montagna come rifugio antiaereo durante la Seconda Guerra Mondiale.

La torre campanaria di Schlossberg, Graz © Andrea Lessona

La torre campanaria di Schlossberg, Graz © Andrea Lessona

Lì, un ascensore velocissimo ti porta in un battibaleno sulla collina di Schlossberg: le sue porte trasparenti si aprono davanti alla Torre dell’Orologio, simbolo antico e prezioso di Graz.

L’altra e ultima e alternativa è la funicolare che dal 1894 parte poche decine di metri più in là rispetto alle altre due possibilità offerte: e con le sue cabine rosse sgargianti vince una pendenza del 60 per cento e ti porta in cima.

Camminando tra l’asfalto che divide il verde curato della collina di Schlossberg, si può vedere la torre campanaria del XVI secolo che custodisce “Liesl”, la più grande campana di Graz.

Oltre ci sono le tribune Kasematten negli scantinati ritrovati del palazzo del capitano dove si svolgono concerti e manifestazioni. Pochi passi ancora e si può vedere la cisterna, il “Pozzo dei turchi” profondo 94 metri e il possente Stallbastei, il bastione delle stalle.

Costruzioni, queste, tutte concepite da Domenico dell’Allio (1515-1563): fu lui a guidare la troupe di muratori nord italiani che dalla metà del XVI secolo edificarono le nuove mura difensive attorno a Graz e la nuova fortezza sulla collina dello Schlossberg.

La sua lunghezza di 400 metri non permise mai a nessuno di conquistarla. Anche se dopo la vittoria di Napoleone contro gli Asburgo nel 1809, il monarca ne pretese la distruzione da cui, pagando un ingente riscatto, si salvò solo la Torre dell’Orologio.

Trent’anni dopo il barone Ludwig von Welden (1780-1853) trasformò la collina dello Schlossberg in quello che oggi è ancora un romantico parco con alcune piante tipiche del Mediterraneo. Le stesse che si incontrano mentre si passeggia, ci si ferma per un picnic oppure si vedono dal pavillon mentre si ammira la città di sotto.

Per approfondire:
Wikipedia

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