Lago Achensee, specchio d’Austria

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Il lago Achensee, Austria © Böhringer

Il lago Achensee, Austria © Böhringer

I raggi del sole si allungano sul lago Achensee e ne sfumano la superficie ferma di verde smeraldo e blu ultramarino. Il “Mare del Tirolo”, come viene chiamato qui è il bacino più grande della regione omonima e uno dei più ampi dell’Austria.

Incastonato nel cuore dei Monti del Karwendel, la più grande area naturale protetta d’Europa, forma insieme alla valle Achental il confine naturale dei Monti del Karwendel a ovest, mentre a est confina con le Alpi di Brandenberg.

Meta estiva e invernale per gli amanti della natura, il lago Achensee è paradiso ereditato dalla glaciazione: le acque trasparenti concedono visibilità sino a dieci metri. Poi degradano nel buio, e toccano le rocce del fondo a 133 metri di profondità.

Nel suo bacino naturale, lungo 9,4 chilometri e largo uno, contiene oltre 481 metri cubi di liquido sfumato alimentato dai freddi ruscelli sulla riva settentrionale. Tanto che, soprattutto in inverno, si merita l’appellativo di “Fiordo delle Alpi.

D’estate, invece, il lago Achensee diventa mare da solcare in vela e windsurf. Anche se la temperatura d’acqua è abbastanza bassa: non sale sopra i 20°C a eccezione della punta meridionale che guadagna due gradi diventando luogo ideale per i bagnanti.

A sfregiare la superficie, oltre ai tuffi austriaci e stranieri, ci sono piccole imbarcazioni che solcano il bacino mostrando ai viaggiatori imbarcati il cielo riflesso nelle acque limpidi, quasi potabili.

La scoperta del lago Achenese come luogo ameno, immerso nella natura che lo incornicia a 950 metri sul livello del mare, è merito regale dell’imperatore Massimiliano. Fu lui nel suo libro di caccia a pesca a renderlo famoso già a partire dal 1500.

Subito i conti e i nobili del Tirolo si precipitarono qui per sfruttare la grande quantità di vita immersa e vantarsi l’un l’altro della preda più lunga pescata. Per nulla inclini alle scomodità per stirpe e abitudini, l’imperatore Massimiliano I e l’arciduca Ferdinando II fecero costruire diverse barche per le loro escursioni.

Fu così che col turismo a crescere nel 1887 venne inaugurato il primo battello che portò gli ospiti da una riva all’altra. Poi, nel 1927 sfruttando le sue acque, l’uomo iniziò a produrre anche energia elettrica dal lago Achenese, ultimo tributo a una modernità imperante.

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