Hofburg di Innsbruck, il palazzo asburgico

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La Sala dei Giganti nell'Hofburg di Innsbruck © Andrea Lessona

La Sala dei Giganti nell'Hofburg di Innsbruck © Andrea Lessona

Nell’Hofburg di Innsbruck, la Sala dei Giganti è meraviglia dipinta: dal soffitto scivola sui ritratti degli Asburgo appesi alle pareti, e si specchia lungo il pavimento illuminato dai riflessi oro dei lampadari accesi.

Mentre la cammino in silenzio, mi rendo conto che questa è davvero la zona più importante e famosa del palazzo imperiale: trionfo imperituro d’arte barocca voluto da Maria Teresa perché i suoi figli e nipoti non fossero dimenticati.

Fu lei, Arciduchessa regnante d’Austria, re apostolico d’Ungheria, regina regnante di Boemia e Imperatrice consorte del Sacro Romano Impero, a dare foggia definitiva all’Hofburg di Innsbruck.

Fatto costruire come castello medievale dall’arciduca Sigmondo il ricco, conte del Tirolo, il complesso venne ingrandito dall’imperatore Massimiliano, e reso rococò dai lavori di ristrutturazione ordinati dalla sovrana austriaca.

Di proprietà statale, l’Hofburg di Innsbruck è oggi suddiviso in cinque aree museali: le camere del XVIII secolo della grande regina, l’appartamento dell’imperatrice Elisabetta del XIX secolo, un Museo del Mobile, una Galleria Ancestrale, e una galleria di quadri.

Durante l’anno, mostre e convegni esaltano la bellezza antica del palazzo imperiale come quella che ho ammirato nella Stanza delle udienze: spazio realizzato in onore degli antenati di Francesco Stefano, consorte di Maria Teresa.

Proseguendo nella mia scoperta dell’Hofburg di Innsbruck, ho visto la Stanza del Consiglio: arredata nel 1773, ha dipinti preziosi che raffigurano cerimonie di conferimento onorifiche.

Altro luogo simbolico del palazzo reale è la Cappella. Venne costruita tra il 1765 e il 1766 nella stanza dove l’imperatore Francesco I morì il 18 agosto 1765 durante le celebrazioni per il matrimonio del figlio i Leopoldo II e di Maria Luisa di Spagna.

Per il lutto, Maria Teresa fece trasformare questa parte dell’Hofburg di Innsbruck in un sito memoriale per ricordare l’amato. L’altare è stato realizzato da Anton Sartori nel 1766, mentre il dipinto in legno di Gesù che abbraccia la croce risale alla fine del XVI secolo.

Nonostante Elisabetta d’Austria, meglio nota come Sissi, soggiornò qui solo una volta (14–15 Ottobre 1871), ha un appartamento dedicato. Dopo averlo ammirato nella sua eleganza ottocentesca, scendo le scale ed esco nel cortile interno del palazzo.

Dove ieri c’erano paggi, valletti e carrozze imbellettate, oggi ci sono furgoni che scaricano computer e televisori. Imboccando l’uscita laterale mi trovo dinnanzi la facciata esterna dell’Hofburg di Innsbruck: imponente, è palzzo vivo di uno dei più grandi casati reali che governarono l’Europa.

Per approfondire:
Wikipedia
Il sito dell’Hofburg di Innsbruck

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