Duomo di Innsbruck, il barocco di San Giacomo

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Il duomo di Innsbruck © Andrea Lessona

Il duomo di Innsbruck © Andrea Lessona

Esempio sublime di barocco austriaco, il duomo di Innsbruck è meraviglia coniugata d’arte e storia. Basta guardarne la facciata di pietra salire sino al cielo con le sue due torri campanarie per rendersene conto.

Rivestite di rame gemello, stringono la muratura mediana dove la trasparenza delle grandi finestre si dispone su due ordini: a tutto sesto in quello inferiore e ovale in quello superiore. A ornamento, la statua della Madonna col Bambino sostiene la più piccola di San Giorgio a cavallo.

Realizzato tra il 1717 e il 1724, su progetto degli architetti Johann Jakob Herkomer e Johann Georg Fischer, il duomo di Innsbruck è il principale luogo di culto cattolico nella capitale del Tirolo.

La meraviglia di fuori diventa magnificenza dentro: i colori, gli stucchi e i volumi si fondono tenui e raffinati seguendo i dettami del Barocco in transizione con il Rococò. Così a ogni passo fatto, sulla pianta a croce latina lungo l’unica navata, il mio stupore cresce.

Come il valore dei lavori realizzati nel 1723 dal grande maestro stuccatore Egid Quirin Asam. Gli affreschi del duomo di Innsbruck, dedicato a San Giacomo, sono del fratello Cosmas Damian Asam. Furono realizzati tra il 1722 e il 1724.

Cupola, pulpito e volta del presbiterio vennero colpiti da una bomba nel 1944. Grazie alla documentazione storico-fotografica eseguita da Hans Andre, sono stati ricostruiti in modo perfetto.

Ma le opere del duomo di Innsbruck non finiscono qui: ci sono infatti sette grandi altari marmorei, con colonne e statue, realizzate da Johann Georg Fischer, mentre le pale si devono a Johann Georg Grasmayr e Egid Schor.

Dentro una cornice del 1789 di J. Schöpf, posta sull’altare maggiore, si trova la Madonna Ausiliatrice di Lucas Cranach il Vecchio. Tra navata e crociera, sul pilastro di sinistra, c’è il pulpito realizzato da Nikolaus Moll nel 1724 retto da putti allegorici delle tre Virtù teologali: la Fede (angelo con una croce), Carità (con il cuore), Speranza (con l’ancora).

Volgendomi sul braccio sinistro del transetto vedo il Mausoleo dell’arciduca Massimiliano III d’Austria: il Gran Maestro dell’Ordine Teutonico dal 1590, Conte del Tirolo nel 1602-1618 e fervente paladino della Controriforma riposa nel duomo di Innsbruck.

Questo monumento fu disegnato dallo scultore Caspar Gras nel 1620 e finito poi da Heinrich Reinhart nel 1629: ha quattro colonne tortili bronzee decorate con cavallette, uccelli e tralci di viti. La statua genuflessa dell’arciduca con il gruppo di San Giorgio e il drago sovrasta la struttura.

Prima di uscire, guardo la ricca cassa barocca del 1721-1724 dove si trova l’organo a canne, costruito negli anni 1998-2000 dalla ditta Pirchner di Steinach am Brenner. A trasmissione totalmente meccanica, ha tre tastiere e pedaliera con 57 registri per un totale di 3729 canne.

Fuori ammiro un’ultima volta la facciata di San Giacomo e in particolare la sua torre settentrionale: dal 1982 conserva un carillon di 48 campane il più grande d’Austria. Aspetto di sentirlo suonare nell’ombra barocca del duomo di Innsbruck.

Per approfondire:
Wikipedia

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