Castello di Innsbruck, Schloss Ambrass

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Castello Innsbruck, Schloss Ambrass © Andrea Lessona

Castello Innsbruck, Schloss Ambrass © Andrea Lessona

Tratteggio bianco sulla tela blu del cielo, il castello di Innsbruck si disegna rinascimentale tra le colline intorno. Immerso nel verde del parco inglese, il complesso ristrutturato sotto l’arciduca Ferdinando II è una delle attrattive più importanti della città austriaca.

Fu lui, secondogenito dell’imperatore Ferdinando d’Asburgo e di Anna Jagellone, governatore della Boemia, a volere che il vecchio casino di caccia divenisse un maniero degno di un sovrano. Così nel 1565 affidò i lavori all’architetto scaligero Giovanni Battista Guarienti.

Dopo anni duri d’impegno e dedizione, l’artista creò una reggia per Ferdinando II (1529-1595) . E ancora oggi il castello di Innsbruck (Schloss Ambrass in tedesco) è considerato tale. Quello che ho davanti è un complesso di due edifici separati e distinti che costituiscono un unicum.

Nella parte bassa della struttura, si trovano le grandi stanze che ospitano una serie indefinita di armi e armature: sono così lucenti da riflettersi l’un l’altra in un gioco infinito di forza specchiata.

Passo dopo passo, ammiro così le Armerie del Cinquecento e quelle del Seicento. Salendo al piano superiore entro nella Camera delle meraviglie: è l’incomparabile collezione di oggetti particolari del castello di Innsbruck. Appena oltre si trova lo Studiolo.

Dalla balaustra davanti guardo la parte superiore dello Schloss Ambrass: è tra le sue mura possenti che visse Philippine Welser, la moglie di Ferdinando II. Figlia di un ricco uomo d’affari non poteva – per le le convenzioni del tempo – sposare un nobile.

Il matrimonio doveva essere tenuto segreto, e solo due anni dopo l’unione Ferdinando II informò suo padre. L’animo buono e il carattere dolce di Philippine non ne fecero solo la prigioniera del castello di Innsbruck ma anche e soprattutto una figura molto amata in Tirolo.

A lei si rivolgevano tutti, nobili e plebei, affinché potesse intercedere in loro favore: le missive recavano l’indirizzo di “Misericordiosa Signorina” o “Principessa serena, Signora Philippine d’Austria”.

Superato lo spiazzo che divide la parte bassa dello Schloss Ambrass da quella alta, attraverso la stanza degli imperatori e quella Spagnola – una delle più importanti del tardo Rinascimento, fatta realizzare da Ferdinando II.

Poi salgo le scale, e arrivo nel cuore del castello di Innsbruck: qui si trovano la galleria dei ritratti dei membri della casa d’Asburgo, con oltre duecento opere di autori come Tiziano, Van Dyck e Velazquez.

Oltre c’è la cappella di San Nicolò, la Sala da bagno del XVI secolo, alcune sculture gotiche, i ritratti di Maestri di Posta della Casa Taxiz-Bordogna e la collezione dei vetri artistici Strasser.

Dopo essermi immerso in tanta bellezza, attraverso il cortile interno ed esco nel prato inglese. Il suo verde circonda il bianco castello di Innsbruck, tratteggio rinascimentale dipinto sulla tela blu del cielo tra le colline intorno.

Per approfondire:
Wikipedia

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