Ascensore di vetro di Graz, lo Schlossberglift

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L'ascensore di Graz, lo Schlossberglift © Andrea Lessona

L'ascensore di Graz, lo Schlossberglift © Andrea Lessona

Sale veloce, l’ascensore di vetro di Graz: luce blu che attraversa il buio e la roccia dello Schlossberg. Dalle sue pareti trasparenti vedo scorrere le vene della terra austriaca, riflesso antico di una delle zone più caratteristiche della capitale della Stiria.

Realizzato su progetto dell’artista Richard Kriesche, lo Schlossberglift mi porta in trenta secondi, e anche un po’ meno, dal tunnel di piazza Schlossbergplatz al verde della collina che domina la città.

Costruito nel 2000, in occasione della grande mostra regionale della Stiria e per la nomina del centro austriaco a capitale europea della cultura, l’ascensore di vetro di Graz è una delle attrattive più amate dai turisti e dagli abitanti del luogo.

I tornelli davanti all'ascensore di Graz © Andrea Lessona

I tornelli davanti all’ascensore di Graz © Andrea Lessona

Si tratta di una alternativa pratica e veloce ai 260 gradini che salgono la collina o alla funicolare, la Schlossbergbahn. Basta attraversare la piazza, entrare nel tunnel, e camminare il lungo corridoio d’asfalto che attraversa il buio.

È qui che, durante la Seconda Guerra Mondiale, sfruttando il lavoro forzato di molti prigionieri, fu scavato un sistema di gallerie lungo oltre 6,3 chilometri con circa venti ingressi e 12 mila metri quadrati di superficie vivibile.

Quaggiù, dove ho camminato per arrivare alla porta trasparente dell’ascensore di vetro di Graz, vennero creati il centro di comando e un rifugio antiaereo capace di accogliere sino a quaranta mila persone.

Oggi, di quel tempo lontano e crudele, restano le vie sotto terra: riadattate e usate per scopi ben diversi, ospitano la Cattedrale in montagna – una sala per eventi –, la grotta delle fate e altre aree ancora adibite a mostre temporanee.

Dopo averle superate, sono arrivato alla biglietteria dell’ascensore di vetro di Graz: più simile a un container, dentro c’è il bigliettaio e la sua voce resa roca dal microfono attraverso cui parla. Il prezzo del biglietto gracchiato in inglese, e via oltre la barriera.

Dalla montagna ho visto scendere verticale un fascio di luce blu: apertesi in automatico le porte, sono salito a bordo di questo oggetto simile a un teletrasporto. Un attimo che dura meno di trenta secondi in cui vedo scorrere le vene della terra austriaca, ed eccomi quassù: sulla collina dello Schlossberg, di fronte alla torre dell’orologio di Graz.

Per approfondire:
Wikipedia

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